
Vi rimando alla visione di un film Accordi e disaccordi:
La favola jazz di Woody Allen, ispirata al pittoresco mondo del jazz degli anni ’30, è una biografia immaginaria che ha per protagonista questo Emmet Ray (Sean Penn), un chitarrista ossessionato dal successo che non riuscì a raggiungere totalmente, anche a causa di una figura rocambolesca come quella di Django Reinhardt (grande chitarrista gitano).

Anche io vorrei farlo...è giusto...quereliamo Di Pietro per eccesso di sincerità!! ha detto che il VOSTRO capo del governo fa il "magnaccia"...volete dire che non è vero?
Tutti abbiamo sentito la telefonata con Saccà...quindi...
FORZA ANTONIO,SE MOLLI TU L'ITALIA VA PROPRIO A PUTTANE!
ALTER BRIDGE + special guest (nuovo live)

ALTER BRIDGE + special guest
29.11
Milano, Alcatraz
Biglietti in vendita a partire dalle ore 12.00 di lunedi 23 Giugno su ticketone.Nelle altre rivendite autorizzate dalla settimana successiva.
Non farti turbare dai mutamenti, accogli i cambiamenti come una nuova possibilità....
Blog in lutto per la scomparsa del grande Claudio Capone

Si è spento ieri sera improvvisamente all'età di 55 anni, mentre si trovava in Scozia per lavoro, Claudio Capone una delle voci più belle e conosciute della televisione e del cinema italiani.
I suoi impegni più noti sono stati il doppiaggio di Ronn Moss (Ridge) in Beautiful e di Stephen Collins, il reverendo Eric Camden in Settimo cielo, oltre a essere stato la voce fuori campo in molti documentari trasmessi soprattutto dalla Rai. In passato ha doppiato, tra gli altri, Luke Skywalker nella famosa saga di Guerre Stellari, Stephen Fry, Oscar Wilde nel film Wilde, Francesco Giuseppe nella trilogia Sissi e Don Johnson nel telefilm Miami Vice.
Celeberrima la sua voce fuori campo in programmi di divulgazione scientifica come Quark e Geo & Geo.
Lo riferisce La7 nel presente comunicato
E' morto mentre si trovava in Scozia, nella città di Perth. Si è sentito male nel sonno sabato 21 giugno, e un male improvviso se lo è portato via dopo due giorni di sofferenza. Lascia due figli, la moglie e tutte le persone che si erano affezionate alla sua voce avvolgente, chiara e precisa, impostata ma mai affettata. Stiamo parlando di Claudio Capone, una grande star del doppiaggio italiano.
Ecco un link dove ascoltare ancora una volta la sua magnifica voce
Un paio di link:
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(Egon Spengler in "The Real Ghostbusters")
Marco Travaglio 23-06-2008 (Conflitto di interessi)
TESTO COMPLETO:
"Buongiorno a tutti, c’è una parola molto usurata, molto abusata, che ormai semina noi attorno a sé quando qualcuno ne parla. È l’espressione “conflitto di interessi”. Dico subito che bisognerebbe cambiarne il nome. Bisognerebbe chiamarla Pippo, Giuseppe o Giovanni, come ci viene in mente. L’importante è riaccendere l’attenzione delle persone su questo concetto che è diventato noiosissimo e impronunciabile. Chi è di sinistra non ne può più sentir parlare, perché i suoi rappresentanti tradendo il mandato popolare, non lo hanno mai risolto per legge, anzi, lo hanno moltiplicato creando i propri conflitti di interessi. Vedi caso Unipol. Nel centro-destra, appena uno sente parlare del conflitto di interessi dice: “ecco, è arrivato un comunista che ce l’ha con Berlusconi”. Come se il confitto di interessi fosse solo quello delle televisioni di Silvio Berlusconi. Che è il più grosso, ma non è l’unico. E quindi anche il conflitto di interessi che riguarda le dimensioni del campo dove poi destra e sinistra devono giocare la partita, cioè riguarda le regole, è diventato una sorta di guerra politica. Una guerra tra bande per cui è un po’ come quando uno parla di giustizia. Si dice: “ecco, questo è uno di sinistra!”. In realtà parlare di giustizia non è né di destra, né di sinistra. Sono questioni pre-politiche che attengono alle regole. Quindi cambiarne il nome per ridargli sostanza, per ridargli senso. Se ci fosse opposizione politica in Italia, purtroppo non ce la abbiamo, salvo Di Pietro e pochissimi altri, avrebbe un’autostrada di fronte a sé. Perché tutto quello che ha iniziato a fare il governo Berlusconi rientra sotto il capitolo del conflitto di interessi e la gente lo capirebbe benissimo, spiegandole alcune cose. Perché tutti i provvedimenti che vengono presi in materia di sicurezza, legalità e giustizia sono frenati dal fatto che Berlusconi non può far funzionare la giustizia. Quindi non può dare sicurezza ai cittadini, perché, come è noto, se la giustizia funzionasse lui sarebbe rovinato. Quindi continua a far finta di far funzionare la giustizia. In realtà non lo può fare, quindi continua a sfasciarla. Se l’opposizione esistesse e fosse capace di parlare ai cittadini, soprattutto ai cittadini che hanno votato per Berlusconi, potrebbe far loro capire. “Ecco vedete, volevate sicurezza? Avete scelto le persone sbagliate.” Poi magari erano sbagliate anche le altre. Comunque, più sbagliate di queste, era difficile.
Si potrebbe fare un piccolo riassunto per incominciare a raccontare questo conflitto di interessi, o meglio, chiamiamolo Pippo.
C’era una volta un signore che nel 1994 aveva le sue aziende sotto inchiesta, come tutte le grandi aziende italiane. Soltanto che le altre aziende italiane, rassegnate al fatto che avendo pagato tangenti dovevano comunque renderne conto, andavano dal magistrato, confessavano, patteggiavano, restituivano. Cercavano di sistemare le loro cose, senza strappi. Una di queste aziende aveva un proprietario il quale non ci voleva stare a fare una confessione. Perché non ci voleva stare? Perché avrebbe dovuto confessare troppo, più delle altre. Non solo le tangenti ai partiti. Avrebbe dovuto confessare anche rapporti con la mafia e corruzione di giudici.
Corruzione di giudici per comprare sentenze che dessero ragione a lui che aveva torto e torto alle controparti che avevano ragione. Stiamo parlando di reati talmente gravi che era impossibile confessare e rimanere nel mercato. Persino in un mercato bacato come quello del capitalismo italiano. Quindi optò per la seconda soluzione. Salvarsi dai processi entrando in politica. Infatti disse a Montanelli, a Biagi, entro in politica per non finire in galera e non fallire per debiti. Devo dire che ha mantenuto entrambe le promesse. Questo è il vero contratto con gli italiani. Questo è stato rigorosamente mantenuto. Infatti, 15 anni dopo non è ancora andato in galera e non è ancora fallito per debiti. Anzi, i debiti li ha scaricati sul mercato, cosiddetto, quotando in borsa le sue aziende e nel frattempo ha fatto un sacco di soldi grazie a una serie di leggi innumerevoli. Ma il conflitto di interessi era appunto quello che all’inizio era chiaro. Può una persona che ha le aziende sotto inchiesta andare in politica e sfasciare la giustizia per evitare che le sue aziende, oltre che sotto inchiesta, finiscano anche condannate? Nel ’94 sembrava impossibile, oggi è cronaca quotidiana. Oggi si da per scontato: “certo, sta lì! Di che cosa dovrebbe occuparsi se non delle sue aziende e degli affari suoi. Mica dei nostri, no?”. Ci sono molte persone che lo danno per scontato, senza rendersi conto che loro non fanno parte di quelle aziende quindi apparterrebbero a quelli che hanno interessi opposti. È appunto il conflitto di interessi. O Pippo.
Nel ’94 capitò subito un incidente. C’erano un paio di indagini su suo fratello. Glielo arrestarono, il fratello Paolo, quello che va sempre in carcere al posto suo. E il fratello confessò dicendo che aveva fatto tutto lui per certe tangenti della Cariplo. Poi Berlusconi vinse le elezioni e venne fuori un maggiore della Guardia di Finanza che raccontò che il suo capo pattuglia gli aveva offerto un pezzo di una tangente che aveva appena incassato da una società del Gruppo Fininvest. E lui, giovane integerrimo, o forse solo inesperto, rifiutò quel pezzo di tangente e andò a denunciare il suo capo ai suoi superiori e a Di Pietro. Nacque l’indagine sulla corruzione della GdF e si scoprì che molte verifiche fiscali erano addomesticate da tangenti. Furono arrestati un centinaio di ufficiali e sottoufficiali della GdF e coinvolti 500 piccole e grandi aziende soltanto nella zona di Milano. Una di queste 500, anzi tre di queste 500 erano tre società della Fininvest. Le altre confessarono e patteggiarono, le tre della Fininvest non poterono perché il loro proprietario era presidente del Consiglio. E allora il presidente del Consiglio cominciò a lavorare, dato che gli stavano per arrestare il solito fratello e il pagatore, dirigente pagatore della Fininvest Salvatore Sciascia, lui decise di fare un decreto, il decreto Biondi, per impedire ai giudici di arrestare le persone per reati di corruzione e di tangentopoli. Il pool di Milano si dimise pubblicamente dalle indagini su tangentopoli perché disse: “potremo arrestare ancora i ladri di polli, ma non più i ladri di stato. È ingiusto. È una cosa che ripugna alla nostra coscienza e al nostro senso di equità”. Fortunatamente la Lega e AN, non ridotte ancora a protesi, a badanti del Cavaliere, lo costrinsero a tornare indietro rispetto a quel decreto, che fu ritirato. Infatti, suo fratello finì in galera, finì in galera anche Sciascia. Confessarono anche colpe che non erano loro, tanto poi che il fratello fu prosciolto perché si disse che l’autorizzazione non l’aveva data lui a pagare la GdF, ma l’aveva data il fratello maggiore.
Cadde il primo governo. Arrivò il centro-sinistra, che per cinque anni fece tutto ciò che Berlusconi chiedeva in materia di giustizia. Prodi aveva un ottimo programma elettorale scritto dal ministro Flick. Giustizia più efficiente. Leggi anti corruzione, anti mafia, ecc. Non gliene fecero passare una. In Parlamento i PDS e popolari, D’Alema e Marini, si misero d’accordo con Berlusconi e approvarono tutte le leggi che erano previste nel programma di Previti, che aveva perso le elezioni. Pazienza. Leggi che mandavano in prescrizione i processi, che buttavano via le prove, che costringevano i giudici a rifare i processi daccapo cambiando le regole nel corso della partita. Leggi contro i pentiti, leggi contro i testimoni, leggi contro i poteri dei magistrati. Leggi che hanno sfasciato per cinque anni la giustizia rallentandola ulteriormente e producendo migliaia di nuove prescrizioni. Erano le famose “leggi ad personas” nel senso che all’epoca ce n’erano a centinaia di “personas” da salvare. Erano tutti gli indagati di tangentopoli che stavano per essere condannati.
Nel frattempo si fece la Bicamerale, idea geniale di Massimo D’Alema, per mettere proprio nella Costituzione che i giudici devono essere meno indipendenti e meno autonomi dalla politica. E aggiunse tutta una serie, grazie alle bozze Boato, di interferenze del potere politico dentro la magistratura. Poi alla fine della legislatura Berlusconi gli fece pure saltare la bicamerale, perché dargli pure la soddisfazione di firmare una legge costituzionale quando ormai aveva ottenuto in Parlamento tutto quello che voleva, non gli avevano nemmeno fatto la legge contro il conflitto di interessi, nemmeno la legge antitrust sulle televisioni. Quindi all’ultimo momento fece saltare il banco e lasciò D’Alema con il cerino.
Perché lui è così. I capi dell’opposizione li attira. Come la mantide religiosa. Li attira, ci fa un scopatine e poi se li mangia. Ha fatto così con D’Alema negli anni ’90, adesso sta facendo la stessa cosa con Veltroni, che praticamente è già stato mangiato e digerito.
Dopo quei cinque anni di disastro del centro-sinistra sui temi della giustizia, perché poi Prodi sull’economia aveva fatto bene, aveva anche portato l’Italia in Europa, infatti l’hanno subito mandato via per sostituirlo con D’Alema, poi con Amato. Berlusconi aveva già la vittoria in pugno e fu la legislatura dei cinque anni famosi durante i quali non ha avuto tempo di fare altro, se non leggi in materia di suoi processi. È il trionfo del conflitto di interessi esattamente come la legislatura precedente. Solo che nella legislatura precedente era il centro-sinistra che gli faceva i favori, stavolta era lui che se li faceva da solo.
Fu una legislatura che, a parte la legge antifumo e la legge sulla patente a punti, credo che il grosso delle leggi riguardassero i processi e le televisioni del Cavaliere. Ma era difficile far capire alla gente che quelle leggi erano un danno per tutti i cittadini. Perché erano talmente ritagliate sul suo caso, che soltanto alcune andavano a danno di altri. Quindi, in quel periodo era più difficile far capire il conflitto di interessi. Passò la legge sul falso in bilancio, di fatto depenalizzato, la legge sulle rogatorie – che dovevano essere cestinate tutte quante, perché mancava il timbro, il numero, la cosa – poi, per fortuna, era scritta coi piedi quella legge, contravveniva tutte le prassi e i trattati internazionali quindi fu di fatto disapplicata dai tribunali. Nessun tribunale l’ha mai applicata. Quindi non funzionò. Passò la legge che doveva facilitare lo spostamento dei processi, la legge Cirami. Ma anche quella non bastò, perché bisognava dimostrare che tutto il tribunale di Milano, 300 giudici, era infestato di toghe rosse. Dato che lì Berlusconi l’hanno sempre prescritto o in qualche piccolo caso assolto per insufficienza di prove, proprio tutto si poteva dire tranne che i giudici milanesi fossero prevenuti. Anzi, forse sono prevenuti al contrario, a suo favore. E quindi il processo rimase a Milano e non andò a Brescia. E quindi lui si inventò il Lodo Meccanico Schifani, che ovviamente essendo opera materiale di Schifani era anche quello scritto coi piedi – era di Schifani – e quindi fu immediatamente fulminato dalla Corte Costituzionale. Quindi il processo restò sospeso sei mesi, poi riprese. Fu lì che venne varata una legge devastante, non solo per i processi a Berlusconi, che uno potrebbe dire: “non me ne importa perché tanto sono amico suo!”. No, anche per i processi a carico degli altri delinquenti. Furono di fatto dimezzati i tempi della prescrizione. Quindi, mentre il Parlamento continuava ad allungare i tempi dei processi, la prescrizione – che di solito deve essere commisurata ai tempi dei processi, perché sennò scatta prima che arrivi la sentenza – bene, la prescrizione fu immediatamente dimezzata. Processi lunghi, prescrizione dimezzata. Risultato: tutte le sentenze di condanna si convertono in sentenze di prescrizione. E abbiamo pure gente impunita che se ne va in giro a dire: “mi hanno assolto perché sono innocente, sono una vittima di errori giudiziari, voglio il risarcimento!”. In realtà erano dei prescritti sfottuti, cioè degli impuniti, della gente che l’ha fatta franca. È la legge ex-Cirielli, talmente indecente, che Cirielli, che era un senatore di AN, quando ha visto come gliela avevano snaturata con gli emendamenti salva Berlusconi e salva Previti, rifiutò di prestarle il nome. Per cui ritirò la firma e non si trovò più nessuno che volesse chiamarla col suo nome e la dovettero chiamare ex-Cirielli. Alla memoria. Quella, disse il ministro Castelli, avrebbe prodotto decine di migliaia di prescrizioni in più rispetto all’anno prima. E infatti, da allora si prescrive quasi tutto. I tribunali sono ormai uffici dove entrano vagonate di carta ed escono vagonate di carta senza che succeda niente, un po’ come la macchina per tritare l’acqua.
Quella legge passò. Berlusconi e Previti ottennero ovviamente dei benefici, anche perché in quella legge era scritto che chi ha più di settant’anni non finisce più in carcere. A parte Provenzano e i mafiosi. E infatti Previti fu di lì a poco condannato e avendo compiuto settant’anni beneficiò di questa specie di regalo di compleanno che gli avevano fatto e non entrò più in galera, andò agli arresti domiciliari. E poi gli fecero un altro regalo, che arriva fra un minuto. Ma intanto la legislatura si concluse con la legge Pecorella. Perché a Berlusconi era rimasto soltanto il processo in appello dello SME-Ariosto. E allora, dato che era preoccupato, aveva lì l’avvocato in parlamento, Pecorella, che non faceva niente, gli ha fatto una legge, che proponeva da tempo, per abolire i processi d’appello. Non tutti però. Soltanto quando uno viene assolto o prescritto in primo grado, il pubblico ministero non può più fare appello. Se invece uno viene condannato in primo grado, l’appello lo può fare. Ad libitum. “Non hai vinto. Ritenta. Sarai più fortunato la prossima volta”. Perché la giustizia serve ovviamente per garantire assoluzione e prescrizioni, non per garantire la condanna dei colpevoli. Nella loro ottica: conflitto di interessi. Pippo.
Anche quella legge faceva schifo. Loro la rifecero uguale. Non ebbero il tempo materiale, perché stava finendo la legislatura. Prorogarono di un mese la legislatura per fare la legge che aboliva il processo d’appello a Berlusconi dopodichè la Corte Costituzionale ha fatto giustizia e ha cestinato anche la legge Pecorella.
Finita la legislatura Berlusconi ha naturalmente perso le elezioni perché si era fatto i cazzi suoi per cinque anni. E qualcuno che non aveva proprio gli occhi foderati lo si è trovato alle urne. E quindi ha perso le elezioni, seppure di poco.
Dopodichè è arrivato il centro-sinistra e ha continuato a fare esattamente ciò che faceva nel passato. A dargliele tutte vinte e ad occuparsi degli affari suoi, del capo dell’opposizione, invece di occuparsi degli affari dei cittadini. E quindi c’era subito un problema: Previti condannato a sette anni e mezzo, ne aveva già scontato uno e qualcosa. Con la legge ex-Cirielli lo presero dal carcere, lo mandarono ai domiciliari. Doveva rimanere lì almeno tre anni su sei rimasti. Che cosa hanno fatto? I tre anni di domiciliari glieli hanno abbonati con l’indulto. Potevano fare un indulto di un anno? Sarebbe stato giusto. Alleviava un po’ il sovraffollamento delle carceri, liberava dieci, quindicimila detenuti, teneva dentro i criminali grossi. E soprattutto era un piccolo sconto di pena. Un anno. Bene, l’hanno fatto di tre anni mandando fuori quaranta, forse cinquantamila criminali in pochi mesi, compresi quelli che erano in custodia cautelare, perché ne dovevano salvare uno: Previti.
Naturalmente in quel momento il centro-sinistra ha cominciato a colare a picco e non si è più rialzato. E io ricordo quando io sull’Unità, Beppe Grillo sul blog, Flores D’Arcais, l’Unità di Furio Colombo e di Padellaro che continuavano a dire “non fatelo, non fatelo. Questo indulto è un disastro. Fatelo più leggero. Non salvato Previti. Guardate che gli effetti saranno devastanti”. Ci siamo presi insulti: forcaioli, giustizialisti, mascalzoni. Risultato finale: chi ha fatto quell’indulto seguito poi dalla legge Mastella liberticida per la libertà di informazione, per fortuna passata solo alla Camera, è stato punito alle urne. Ed è ritornato Berlusconi. Che, naturalmente, cosa doveva fare? Le riforme istituzionali? Il dialogo per un nuovo stato, per una nuova repubblica? Questo se lo può raccontare la sera andando a dormire Veltroni, da solo o assieme alla Finocchiaro e a quei pochi gonzi che avevano creduto al dialogo col Cavaliere ormai trasformato in uno statista.
Naturalmente il Cavaliere che problemi aveva? Aveva i soliti problemi. L’Europa e la Corte Costituzionale italiana e forse anche i Consiglio di Stato che gli dicono di cedere le frequenze a chi ne ha diritto e mandare Rete4 sul satellite o venderla. E quindi, primo provvedimento: salva Rete4. secondo problema. Un processo che sta arrivando a sentenza entro l’estate: il processo Mills. Guardate, non è un processo che nasce dalla perfidia delle toghe rosse. Quello è un processo che nasce dal fatto che un giorno l’avvocato Mills, già consulente della Fininvest per la finanza estera, inglese, scrive una lettera al suo commercialista, Bob Drennan. Gli dice: “guarda che mister B. – che sarebbe il nostro presidente del Consiglio – mi ha fatto avere in Svizzera, tramite un suo dirigente, Bernasconi che poi è morto – seicentomila dollari. Me li ha fatti avere in nero, perché quelli sono un regalo in cambio delle mie testimonianze reticenti davanti al tribunale di Milano. Quando sono stato chiamato a testimoniare contro di lui, su di lui, nel processo delle mazzette alla GdF e nel processo dei fondi neri di All Iberian, io non è che proprio ho mentito. Ho fatto lo slalom, ho fatto lo zig zag. Non ho detto tutto quello che sapevo, e l’ho tenuto fuori – dhttp://www.blogice testualmente Milss al suo commercialista – da un mare di guai”. Questo, in Italia, ma anche in Italia e anche in Inghilterra, si chiama falsa testimonianza perché ha giurato di dire tutta la verità. E se uno in cambio di una falsa testimonianza poi prende dei soldi questa si chiama corruzione giudiziaria del testimone. Perché se corrompi un testimone che deve parlare di te, o lo ricompensi dopo che non ha parlato di te, vuol dire che tu ti sei comprato il processo. Cioè hai fatto in modo che un colpevole venisse assolto mentre era colpevole e meritava un condanna. Quindi, perché noi sappiamo di questa lettera? In fondo è una lettera privata di un cliente a un suo commercialista, direbbe un italiano nella sua mentalità italiana. Attenzione. Qui siamo a Londra. A Londra, il commercialista Drennan, tenuto a regole di comportamento etico strettissime, con un codice deontologico severissimo, letta quella lettera dice: “qui c’è puzza di mazzette. Qui c’è puzza di evasione fiscale”. Che cosa fa? Copre il suo cliente? Ma manco per sogno. Lo denuncia al fisco inglese. Pensate, il commercialista di Mills, pagato da Mills, denuncia Mills al fisco inglese. Parte l’indagine e le carte vengono trasmesse al tribunale di Milano per i reati commessi da quello che gli ha dato i soldi. Secondo Mills, e cioè mister B. Abbiamo quindi la confessione di un ex-consulente della Fininvest. È questo che innesca il processo. Non le toghe rosse… Naturalmente poi Mills, quando scopre che gli hanno trovato la lettera si precipita a Milano, prima dice che è vera, poi smentisce, poi ritratta, poi ritratta la ritrattazione. Ma insomma, fa fede quello che hai scritto quando pensavi che nessuno ti leggesse. A parte il tuo commercialista. Su questo si basa il processo Mills. E alla vigilia della sentenza, Berlusconi teme, sapendo ovviamente di avere fatto quello che ha fatto, una condanna non perché il giudice è rosso, ma perché c’è la lettera di Mills che lo incastra. Oltre al versamento. E quindi cosa fa? Ancora una volta è costretto a difendersi per legge. Anziché nel processo, cioè in aula, lui si difende dal processo stando in un’altra aula, quella del Parlamento, dove ha scritto una lettera al suo riportino Schifani, per farsi benedire e soprattutto per ottenere corsie di emergenza per una legge che è spettacolare. È una legge blocca-processi. Pensate che cosa si sono inventati. Dice: “noi blocchiamo tutti quei processi per fatti commessi fino a giugno del 2002 che si trovino nella fase o dell’udienza preliminare o del dibattimento di primo grado. Naturalmente il processo Mills riguarda fatti commessi entro e non oltre giugno 2002 e nella fase del dibattimento di primo grado. E li blocchiamo per un anno. Pensate che generosità. Ellekappa ha fatto vignetta bellissima, dice: “Berlusconi è altruista. Rinuncia volentieri ai suoi processi, a vantaggio di quelli altrui”. È un samaritano, praticamente. Quelli altrui andranno avanti, i suoi resteranno bloccati. Ma assieme ai suoi, resteranno bloccati tutti quelli come i suoi. E adesso qualcuno dirà: “va beh, saranno le solite quattro o cinque questioni finanziarie di cui siete fissati voi giustizialisti”. No. Vengono sospesi obbligatoriamente i processi per: sequestro di persona, estorsione, rapina, furto in appartamento, furto con strappo, associazione per delinquere, stupro e violenza sessuale, aborto clandestino, bancarotta fraudolenta, sfruttamento della prostituzione, frodi fiscali, usura, violenza privata, falsificazione di documenti pubblici, detenzione di documenti falsi per l’espatrio, corruzione, corruzione giudiziaria – è quella di Mills – abuso d’ufficio, peculato, rivelazionhttp://www.blogi di segreti d’ufficio, intercettazioni illecite, reati informatici, ricettazione, vendita di prodotti con marchi contraffatti, detenzione di materiale pedo-pornografico, porto e detenzione di armi anche clandestine, immigrazione clandestina – pensate, dopo tutte le menate che fanno con la storia dell’immigrazione clandestina, adesso sospendono i processi – calunnia, omicidio colposo per colpa medica – tutti gli errori dei medici – omicidio colposo per norme sulla circolazione stradale vietata – tutti quelli che stendono la gente per la strada ubriachi, bene quelli non li si processa – truffa alla Comunità Europea, maltrattamenti in famiglia, incendio e incendio boschivo, molestie, traffico di rifiuti, adulterazione di sostanze alimentari, somministrazione di reati pericolosi, circonvenzione di incapace. Tutti questi, essendo puniti con pene inferiori ai dieci anni, vengono sospesi. Per sospenderne uno, l’Associazione Magistrati ha calcolato che ne sospende circa centomila.
Esempio, perché poi c’è anche un aspetto psichiatrico in questa legge. Uno straniero violenta una studentessa alla fermata del tram. Secondo esempio, uno studente cede una canna di hashish a un coetaneo. Quale processo viene sospeso e quale invece si fa subito? Si fa subito quello allo studente che ha ceduto la canna. Mentre quello dello straniero irregolare che ha violentato la studentessa viene rinviato a data da destinarsi.
Due zingarelle rapiscono un bambino. Oppure, due zingarelle rubano un pezzo di formaggio in un supermercato e uscendo la guardia giurata. Quale processo si fa per primo? Naturalmente quello alle due zingarelle che rubano il formaggio. Non a quelle che rapiscono il bambino.
Risposta numero tre. Un chirurgo in un intervento fa un grave errore e provoca la morte di un bimbo. Un giovane ruba il telefono cellulare a un coetaneo e lo minaccia con un coltellino. Quale processo si fa prima? Si fa prima quello del furto del cellulare, non quello dell’errore medico.
Esempio numero quattro. Un assessore becca una tangente per truccare appalti. Suo figlio compra un motorino rubato e poi ci cambia la targa. Indovinate quale processo viene sospeso? Naturalmente quello per la tangente. Invece quello per il motorino si fa subito.
Infine, uno straniero ubriaco a bordo di un’auto rubata investe tre pedoni sulle strisce. Oppure due parcheggiatori abusivi chiedono un euro a un automobilista e minacciano di rigargli la macchina se non glielo da. Quale processo si fa per prima? Quello al posteggiatore abusivo. Quello allo straniero ubriaco che ha steso le tre persone sulle strisce, no.
Questi sono tutti esempi che ha fatto l’Associazione Magistrati in uno studio sugli effetti di questa legge. Una legge che oltretutto non sospende i processi solo per un anno. Dice di sospenderli per un anno, poi in realtà bisognerà rimetterli a ruolo. La prescrizione si blocca per un anno. Dopodichè tutti i tempi morti, anni e anni, che richiederanno ai tribunali per rimetterli nel ruolo, farà sì che tutti quei processi sospesi per un anno riposeranno in pace e finiranno tutti in prescrizione. Compreso quello a Berlusconi.
È quello che vi dicevo prima. È facilissimo con questi esempi far vedere come, per bloccare il processo Mills, si bloccano un terzo dei processi che poi realmente si fanno – un quarto, un quinto, stiamo parlando comunque di una quota enorme – che tutte le vittime che aspettavano di avere giustizia da quei processi si dirà loro: “chi si è visto, si è visto. Perché Berlusconi esce, e quindi escono anche tutti quelli come lui”. Il conflitto di interessi è immediatamente chiaro. Lo si capisce benissimo. Il nostro interesse è che quei processi si facciano. Il suo è, ovviamente, che quei processi non si facciano perché così non si fa nemmeno il suo, che non arriva a sentenza. E lui lo sa, come sarà la sentenza. Prossima settimana vedremo, tanto la stanno scrivendo, quali conseguenze comporterà e quali balle ci stanno raccontando a proposito del Lodo Schifani Bis. Il Lodo Schifani bis stanno preparandolo, stanno decidendo quali alte cariche inserire. Perché cinque sembravano poche, quindi pare che adesso ne vogliano mettere diciannove, forse anche il presidente dell’ArciCaccia, chi lo sa, l’Esercito della Salvezza… ci sono varie istituzioni da immunizzare. E probabilmente, da quando si è messo il panama in testa, come Al Capone, e ha chiesto a un vescovo di fargli fare la comunione anche se è divorziato, è molto probabile che nel Lodo Schifani bis ci sia anche il diritto di fare la comunione almeno per i divorziati che hanno il nome che comincia per “S”, il cognome che inizia per “B” e la testa bitumata.
PRIMA DI REGALARGLI UN VOTO FATE UNA RICERCA!!

Mark Tremonti's new Instructional/Documentary DVD, The Song and the Story, is due for release in July. It will be over three hours long complete with live footage, backstage access, original compositions and guest lessons along with Mark himself teaching all the solos on Blackbird along with his insights on song writing.
"Step inside the mind of one of today's most influential rock guitarists. This all-access video couples instruction with the inside story of a self-taught guitarist who has made it to the biggest stages in the world. From techniques and exercises to writing and performing, Mark gives a comprehensive look at his playing and the ways he pushes himself to continue developing as an artist. Also included are in-depth guest lessons by Myles Kennedy, Michael Angelo Batio, Troy Stetina, Rusty Cooley and Bill Peck, making this the most informative and well-rounded guitar instruction video of all time."
To watch an exclusive preview and register to own this one of a kind DVD please go the the following website...
La politica è così...uno promette,viene eletto e poi può fare quello che vuole perché le promesse fatte cadono in prescrizione.
Promesse fatte nella scorsa campagna elettorale:
-Rifiuti a Napoli (sempre peggio anche se ora i giornali non ne parlano più)
-Ponte sullo stretto (ancora niente grazie a Dio)
-Adeguare le pensioni (ci sono altre priorita al momento come decreti salva premier)
-Bonus per chi non va in pensione (tutto tace)
-Dimezzare i membri del governo (ahahahahaha)
ce ne sono molte altre...ma salto direttamente alla mia preferita...LE CORDATE ALITALIA...
se ci fate caso ogni cosa che promette scompare dalla TV e dai giornali...speriamo che ci prometta Fede la prossima volta!

I motori in linea sono quei motori a combustione interna nei quali i cilindri sono disposti a formare una sola linea. Questa tipologia di motori attualmente rappresenta la grande maggioranza dei motori automobilistici.
Di solito per questo uso i motori più utilizzati sono quelli con quattro o con sei cilindri, anche se questi ultimi stanno perdendo terreno a favore dei motori a V. Non mancano comunque motori in linea con un numero diverso di cilindri: per esempio la Volvo, l'Audi e la Volkswagen producono motori a cinque cilindri. Inoltre in alcuni casi il motore viene montato non verticalmente ma inclinandolo di un certo numero di gradi verso una direzione. La casa automobilistica Chrysler divenne famosa negli anni '60 e '70 per l'utilizzo di questo sistema di montaggio. Anche la Honda sulla sua S-2000 monta i motori in questo modo.
Esiste un terzo tipo di disposizione, il motore boxer, adottato da BMW per le moto, Porsche, Subaru e in passato Alfa Romeo per le auto. Il motore boxer è caratterizzato dalla disposizione orizzontale di cilindri contrapposti, non svuluppandosi in altezza consente un notevole abbassamento del baricentro. Il motore boxer è caratterizzato da vibrazioni fastidiose.
I vantaggi del motore in linea derivano dalla facilità di costruzione e dalla relativa assenza di vibrazioni. Con una singola fusione si può realizzare l'intero monoblocco che ospiterà i cilindri. Per l'intero motore è sufficiente un solo albero a camme e una sola testata. Inoltre la disposizione stessa dei cilindri facilita l'impiego del raffreddamento a liquido.
Gli svantaggi sono rappresentati da una maggiore lunghezza e altezza, a parità di cilindri, rispetto a motori con diverse configurazioni. In altre parole i motori in linea di solito occupano un volume maggiore.
I cilindri in un motore in linea possono essere disposti sia nel verso di marcia, disposizione longitudinale, oppure frontemarcia, disposizione trasversale rispetto al senso di marcia. Quest'ultima disposizione è molto utilizzata nei motori pluricilindrici motociclistici.
Sulle autovetture la disposizione longitudinale o frontemarcia è talvolta condizionata dal sistema di trazione (anteriore, posteriore o integrale) e relativa disposizione degli apparati di riduzione e trasmissione.
L'Italia esce dal tempio ovale del 'Newlands Stadium' con una prevedibile sconfitta contro i campioni del mondo sudafricani, senza realizzare nemmeno un punto, subendo quattro mete, ma non umiliata. Anzi: il 26-0, se si considerano i tre precedenti in terra 'springboks', per quanto paradossale possa apparire, è risultato da considerare quasi positivo. Con una prova in cui la difesa è andata di pari passo con il coraggio, l'Italia di Nick Mallett, seppur priva di molti titolari e con quattro giocatori all'esordio internazionale, ha lasciato il prato a testa alta. Esaudite le preghiere del ct azzurro, che aveva alla vigilia auspicato un campo bagnato per rallentare il gioco del Sudafrica. I padroni di casa passavano in vantaggio al quinto minuto grazie alla meta di Steyn. Al 17' ancora a segno con il tallonatore Du Plessis per il 14-0. Terza meta subita dall'Italia pochi minuti dopo l'inizio della ripresa, finalizzata anche questa volta da Du Plessis (19-0). La quarta ed ultima della partita al 26' della ripresa, con il pilone Mtawarira. Al fischio di Clancy, Nick Mallett, applaudito dagli oltre 36.000 di Newlands, rientrava negli spogliatoi con il minor passivo ottenuto nei quattro test-match disputati in terra sudafricana. Sabato prossimo affronteranno l'Argentina nella seconda e conclusiva tappa del tour estivo.
SUDAFRICA - ITALIA 26-0 (14-0) Sudafrica: Jantjes (15' st. Grant); Ndungane, Bobo, De Villiers J., Habana; Steyn, Januarie (25' st. Pienaar); Kankowki (36' pt. Van Niekerk J.), Smith, Watson (15' st. Burger); Matfield (cap), Botha B. (24' st. Bekker); Van Der Linde (24' st. Mujati), Du Plessis (25' st. Brits), Mtawarira (36' st. Van Der Linde) All. De Villiers P. Italia: Marcato (27' st. Pavan R.); Robertson, Masi (34' pt. Patrizio), Garcia (32' st. Erasmus), Pratichetti M.; McLean, Picone (22' st. Canavosio); Sole, Barbieri R., Zanni; Del Fava, Dellapé (27' st. Reato); Nieto, Ghiraldini (cap, 15' st. Ongaro), Rizzo (8' st. Rouyet) All. Mallett. Arbitro: Clancy (Irlanda). Marcatori: p.t. 5' m. Steyn tr. Steyn (7-0); 17' m. Du Plessis tr. Steyn (14-0); s.t. 3' m. Du Plessis (19-0); 26' m. Mtawarira tr. Steyn (26-0) Note: 36' pt. giallo Del Fava (I); debutto in Nazionale per Garcia, McLeane, Rouyet, Pavan R.; Spettatori: 36.623 spettatori.

(ANSA) - PERUGIA, 20 GIU - I familiari di Raffaele Sollecito avrebbero contattato politici affinche' intervenissero per fare pressioni su inquirenti e investigatori. Nelle conversazioni intercettate i familiari parlerebbero di rivolgersi ai politici per fare pressioni sulla Cassazione in occasione del ricorso contro la custodia cautelare in carcere presentato da Raffaele e di intervenire per far trasferire o spostare investigatori della questura di Perugia occupatisi dell'omicidio di Meredith Kercher.
Finalmente sono riuscito a vedere la puntata di Passaparola del 16 giugno 2008:Cortina di ferro per i delinquenti.
Beh...una legge davvero vergognosa...ma questo si sapeva!
La cosa mi risulta sconvolgente se pensiamo che in Svezia hanno appena approvato una legge opposta...una legge a favore delle intercettazioni.
STOCCOLMA (18 giugno) - Il parlamento svedese ha adottato oggi una controversa legge che autorizza le intercettazioni e il controllo della posta elettronica in nome della sicurezza nazionale. Il testo, adottato con 143 sì, 138 no e un astenuto, ha provocato un acceso dibattito in Parlamento a Stoccolma. Gli oppositori hanno anche sventolato lo spettro di uno Stato Grande Fratello.
La legge entrerà in vigore il primo gennaio 2009 e permetterà all'Agenzia di ascolto militare (un ente civile, nonostante il nome) di intercettare tutta la posta elettronica e le telefonate in uscita e in entrata dalla Svezia. Attualmente l'Agenzia può ascoltare solo le comunicazioni via etere. Il governo svedese ha puntato sul fatto che una nuova legislazione è indispensabile proprio per i cambiamenti tecnologici avvenuti nel mondo della comunicazione.
Beh...questa forse è pure un po' troppo...ma io dico...non si poteva lasciare l'unica cosa che in Italia funzionava abbastanza bene?
Tanto a noi che ce ne frega...l'Italia agli europei va bene...eh?
Tutti feliciiiii....

E anche quest'anno si apre un giallo...
La poesia tratta da "Ossi di Seppia" di Eugenio Montale è presa a spunto per chiedere di commentare "il ruolo salvifico e consolatorio svolto dalla figura femminile" e "il ricordo della donna" che è "condensato nel suo viso e nel suo sorriso".
Ma già dopo poche ore in molti, negli ambienti letterari, facevano notare che il futuro premio Nobel l'aveva dedicata al ballerino russo Boris Kniaseff, come testimonia la dedica "a K".
Però cazzo...ogni anno la stessa storia...siamo in mano ad un branco di vecchi,ma non saggi...sono dei vecchi ignoranti...!
Ieri sera concerto Alter Bridge al Fillmore di Cortemaggiore, Piacenza.

I giocatori della nazionale devono ridursi lo stipendio...
Il loro è già uno stipendio elevatissimo in più ci sono degli incentivi sulle vittorie,ma se perdono niente...non succede nulla...!
Poi se è vero che i 23 giocatori della nazionale ci rappresentano vi assicuro che con uno stipendio di 3000 euro al mese sarebbero mooolto più simili a noi...nessuno di noi ha una megavilla con ferrari e modella annessa...

La legge del petrolio (di Loretta Napoleoni)
L'impatto dell'inesorabile aumento del prezzo del greggio verso i 200 dollari al barile sarà disastroso per l'economia mondiale. Nessuno mette in dubbio questa cruda realtà. Come negli anni settanta, l'inflazione energetica erode il potere d'acquisto di salari e profitti, un fenomeno che a sua volta innesca la spirale della stagflazione: i prezzi salgono mentre la crescita rimane a zero.
Di fronte all'erosione della ricchezza, i consumatori cercano protezione nello stato. Negli anni settanta l'austerità che portò il mondo in bicicletta, l'introduzione dei limiti di velocità e le politiche di risparmio energetico cercarono di attutire l'effetto sui cittadini dell'onda anomala dei prezzi del greggio.
Nel villaggio globale, però, le cose vanno in modo diverso. La risposta dello stato tarda ad arrivare e i consumatori sono costretti ad arrangiarsi. In Irlanda del Nord gli automobilisti attraversano il confine per fare il pieno nel sud repubblicano, dove le tasse sulla benzina sono più basse.
Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna vanno sul sito petrolprices.com per trovare il distributore più a buon mercato della zona. E non si tratta di risparmi ridicoli: a Londra riempire il serbatoio di diesel da un benzinaio invece che da un altro può far risparmiare cinque sterline. Anche i ricchi sono diventati parsimoniosi. L'uso della carta platino dell'American Express, quella senza limiti di spesa, è in crescita ai distributori di benzina: su ogni acquisto si ottiene uno sconto tra lo 0.5 e il 5 per cento.
Chi non può o non sa arrangiarsi protesta. Dalla Scozia alla Bulgaria i camionisti scendono in piazza e bloccano le autostrade e Gordon Brown fa un'umiliante marcia indietro sull'aumento di due penny della benzina. I pescatori sfilano nelle capitali europee. A Madrid alcuni regalano il pesce ai passanti per far capire che il carburante assorbe tutti i profitti della pesca.
Per risparmiare, gli armatori del bacino del Mediterraneo non fanno più viaggi lunghi, quelli turchi e libanesi ormai lavorano solo nel mar Nero, e nessuno vuole spingersi fino all'Africa settentrionale. Tutti aspettano l'intervento dello stato e si chiedono perché tardi tanto. C'è chi sostiene che è la velocità con cui si è verificata l'impennata dei prezzi a paralizzare i politici.
Negli ultimi dodici mesi il costo di un litro di benzina è salito del 17 per cento nel Regno Unito, del 15 per cento in Austria e dell'8 per cento in Francia. Si tratta però di una giustificazione debole. All'inizio dell'ottobre 1973 un barile di petrolio costava tre dollari, poche settimane dopo dodici: quello fu un vero shock petrolifero.
Ma la natura della crisi ci riporta comunque agli anni settanta: uno squilibrio tra domanda e offerta fa crescere i prezzi e altera gli equilibri delle bilance dei pagamenti.
Chi importa petrolio soffre un deficit della bilancia commerciale, primi fra tutti gli Stati Uniti che consumano venti milioni di barili al giorno, circa il 25 per cento della domanda mondiale, e ne importano il 60 per cento a un costo giornaliero di un miliardo e mezzo di dollari. Le importazioni di gas e petrolio, e non le merci provenienti da Cina e Giappone, sono le voci principali del deficit commerciale statunitense.
I paesi produttori di petrolio invece si ritrovano con i bilanci in attivo. Circa tremila miliardi di dollari all'anno arrivano nei loro forzieri. Un fiume di denaro che negli anni settanta si riciclava in occidente con l'acquisto di buoni del tesoro americani e altri beni d'investimento in dollari. Erano queste le regole del gioco della supremazia del dollaro, accettate da tutti perché poggiavano su una reale supremazia economica occidentale.
Oggi, però, l'indebolimento del dollaro, la crisi dei mutui, l'impoverimento dell'occidente, il rallentamento della crescita le sta sgretolando. Oggi vige la legge del petrolio: chi ce l'ha lo sfrutta al massimo.
I paesi produttori non reinvestono più negli Stati Uniti o in Europa ma incanalano i profitti nei fondi sovrani, riserve monetarie diverse da quelle bancarie, e così evitano le pressioni alla rivalutazione delle loro monete mentre la ricchezza cresce. I fondi sovrani, che gestiscono tremila miliardi di dollari (il 10 per cento del pil mondiale), snobbano Wall street e la processione di banchieri occidentali che elemosina liquidità torna dal golfo Persico a mani vuote.
Grazie alla finanza creativa, il petrolio sottoterra frutta più di quello estratto: le partecipazioni petrolifere si riorganizzano in prodotti finanziari (gli assets backed securitites) il cui valore è agganciato al prezzo del petrolio.
A ogni impennata cambiano mano e fruttano profitti in un mercato virtuale, illusorio quanto quello dei mutui spazzatura americani. E allora perché sorprenderci se non s'investe abbastanza nell'esplorazione petrolifera e se l'appello di Bush per far aumentare la produzione cade nel vuoto?
L'incertezza dei governi occidentali su come gestire questa crisi è legata alla debolezza di chi consuma il petrolio rispetto a chi lo possiede. La differenza con gli anni settanta è che a dettare le regole del gioco non siamo più noi ma la legge del petrolio. L'era dell'energia a basso costo è finita e anche quella della supremazia degli stati occidentali volge al termine. Consumatori, camionisti e pescatori l'hanno già capito.
La tecnologia 3G dei nuovi iPhone si avvale di un protocollo chiamato HSDPA (High-Speed Downlink Packet Access) per trasferire velocemente i dati sulle reti UMTS (Universal Mobile Telecommunications System).
E poiché iPhone 3G passa senza problemi da EDGE, al più veloce standard 3G, al velocissimo Wi-Fi, potrete sempre utilizzare la connessione più veloce disponibile.

La mia previsione si è avverata...è tutto finitoo... anche la nazionale è in crisi... spero andrà meglio... sennò è la fine!
Volevo consigliarvi un blog molto interessante...http://tescaro.blogspot.com/
volevo inoltre ringraziare TIZIANO TESCARO per il commento e per avermi fatto scoprire il suo blog (buon lavoro)

Volevo consigliarvi un grande film...
Non è un paese per vecchi dei fratelli Ethan e Joel Coen,vincitore di 4 oscar.
CAST:
Tommy Lee Jones: Sceriffo Ed Tom Bell
Josh Brolin: Llewelyn Moss
Javier Bardem: Anton Chigurh
Woody Harrelson: Carson Wells
Kelly Macdonald: Carla Jean Moss
Garret Dillahunt: Wendell
Tess Harper: Loretta Bell
Barry Corbin: Ellis
Rodger Boyce: Sceriffo di El Paso
Il film è tratto da un romanzo scritto nel 2005 da Cormac McCarthy e pubblicato in Italia nel 2006 da Einaudi, nella collana Supercoralli, poi ristampato nel 2007 nella collana tascabile Super ET, con traduzione di Martina Testa, 251 pp.














