Brufolazzi, tapparella giu' e poltiglia piu' ascella purificata: ti ricordi che meraviglia la festa delle medie?
"Tu non vieni". Non importa, sai, c' avevo judo. Ma se serve vi porto i dischi cosii' potrete ballare i lenti, "Porta pure ma non entri". Ma perche' siete cosi' ? Io che credevo, io che speravo. Partecipero', mi autoinvitero', dannata festa delle mediuue.
Mi presento: burp, haha, ciao ragazzi. Faccio un vento e gli camhio il clima, temporeggio bevendo spuma chiedo fonzi e mi danno avanzi. Cristo, perche' ? Parapiglia. Scatta il gioco della bottiglia.Se avro' culo potro' "Tu non giochi" baciare. "Abbiam fatto le squadre prima" palpare "Ma se aspetti fra un po' finiamo" amare.
Si' va beh pero' poi balliamo, "Non ci rompere i coglioni". Sul piatto gira un geghege', danzo da solo e me ne vanto. Fantastico zimbello, io Non consumero', non deglutiro' questa amarissima aranciata.
Cesereo solo
No, invitato no. niente fonzi no sul bicchiere no niente nome ho.
Ballo lento no, ballo forte no, la bottiglia no, gioco scopa no. Amicizia no, cortesia no, convenienza no, ampio parcheggio no. Basta Questa festa e' insoddifacente, ma ne ho un'altra nella mia mente. Una festa molto particolare dove saranno invitati tutti: molti amici, molti nemici anche Panino.
Forza, Panino.
« Ezechiele, 25:17. Il cammino dell'uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà, conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre, perché egli è in realtà il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare, e infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore, quando farò calare la mia vendetta sopra di te! »
(Jules prima di uccidere tutte le sue vittime)
Emanuele Filiberto rivela a "Ballarò" di aver inviato la richiesta a Prodi e Napolitano
I Savoia chiedono all'Italia 260 milioni
"E' il risarcimento per 54 anni di esilio"

Vittorio Emanuele insieme al figlio Emanuele Filiberto
Il corpo del reato
Vaffanculo!!! (questo invito è da spartirsi equamente tra i Savoia e a chi ha chiesto il loro ritorno ovvero i senatori PEDRINI, RIGHETTI e VERALDI).
Con il decreto “bulgaro” Berlusconi tappò la bocca a Enzo Biagi , Luttazzi e Santoro,oggi siamo arrivati a chiudere la bocca all’intero Web italiano.
Di male in peggio,no?
Mentre i media erano occupati a parlare del Partito Democratico,il 12 ottobre del 2007 il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge (ricevuto come “legge delega”, lo stesso strumento tanto “combattuto” quando era Berlusconi a servirsene).
Dovremmo tutti ringraziare l’avvocato Valentino Spataro, che scrive per Civile.it, che ha scoperto l’inganno.
Con il decreto bulgaro potranno chiudere qualsiasi sito o blog sul Web, quando e come vorranno.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
L’iter proposto da Levi limita, l’accesso alla Rete.
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.
Da notare che in caso di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale si va in galera quasi sicuramente.
Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.
Non togliamo l'unica forma di comunicazione libera in Italia (ricordo che in Italia la libertà di stampa è sancita dall'Art. 21 della Costituzione).
Chieti...bigotta!
riportiamo l'articolo tratto da "ilCentro" quotidiano teatino da cui si capisce che la gente di Chieti è un pochino bigotta.
Le hanno spento le sigarette sulla testa.
CHIETI. «Devono portare il saio per tre anni. Devono correggersi queste ragazze. Finora nessuno ci ha pensato, ora qualcuno lo deve fare». Cristina, madre della quindicenne picchiata con calci e pugni dalle gemelline terribili per una questione di gelosia, si trova nella clinica pediatrica del Santissima Annunziata. Una donna schietta e molto religiosa. Porta un rosario intorno al collo. Lavora come assistente nella scuola Celdit. La figlia è lì vicino, circondata dagli amici, compagni di scuola e scout del «Chieti 3» di Madonna delle Piane. Ha una frattura alla testa. Le sue condizioni sono migliorate anche se i medici non ancora sciolgono la prognosi per precauzione.
«Quando l’ho vista aveva un viso gonfio così», dice Cristina portando le mani a qualche centimetro dalle gote.
Ci racconti cosa è successo? O meglio cosa le ha raccontato la sua ragazza.
«Mia figlia mi dice tutto.(gia parte male, ndr) E del resto insieme a lei, il 7 novembre, c’era un’amica, anche lei è stata malmenata ma molto meno(italiano correggiuto, ndr). Mia figlia è stata pestata come un animale. Una delle due gemelle mentre la insultava con frasi del tipo “sei brutta con quel neo sulla faccia. Non vedi come vesti male?” le ha dato anche un pugno fortissimo sulla testa. Le hanno persino sputato in faccia e spento una sigaretta accesa sui capelli. Eppoi l’hanno spinta fino a farla cadere».
E sua figlia non ha reagito?
«No, ha subìto completamente, cercando di difendersi dai colpi e ha detto solo “Smettetela, io sono contro la violenza”.
Ma perché l’hanno picchiata?
«Non è la prima volta che quelle ragazze manifestano la loro aggressività. Qualcuno deve fermarle».
Semmai dovesse venire accertata la loro colpevolezza essendo minorenni al di sotto dei 14 anni, non sono imputabili, ma sicuramente interverranno i servizi sociali.
«Quali servizi sociali, qui ci vogliono persone molto esperte».
Ritorniamo a ciò che sarebbe accaduto.
«Mia figlia frequenta il secondo liceo artistico e nella scuola vicino, l’industriale, c’è un ragazzo M. Si conoscono escono insieme da amici, con altri ragazzi della loro età, alcuni vanno a ripetizione da una insegnante in via Benedetto Croce. Un posto frequentato anche dalle gemelle e dalla ragazza di M. Il 6 novembre a casa della professoressa è andata anche mia figlia. Ma è stata malamente cacciata. Il 7 novembre mia figlia è uscita insieme a una amica che ha ricevuto una telefonata durante la quale veniva invitata ad andare a casa di P. (l’insegnante), ma dopo il rifiuto questa volta è stata mia figlia a ricevere un sms dal cellulare di M. L’sms però, sembra fosse stato scritto dalle gemelle. “Vieni a casa di P. ti devo dare un biglietto».
E sua figlia c’è andata.
«Sì. Ma nell’androne del palazzo c’erano le gemelle che come furie l’hanno aggredita».
E M. dov’era?
«Su, in casa dell’insegnante. Tra l’altro nel palazzo di fronte c’era una ragazza affacciata al balcone che rideva a crepapelle(cazzo,l'avrei fatto pure io,ndr), “Questa è una scena che mi sembra di aver già visto» diceva.
Sua figlia ora come sta psicologicamente?
«Grazie agli amici e soprattutto agli scout è serena, tranquilla. Lei quelle gemelle le ha già perdonate»
(११novembre 2007 )
Don't try this at home
Cosa ne pensate?


