12:05

UUUUUUURRRRRRKKKKKKKAAAAAAAAA

Pubblicato da [BM]franz |


Fotomontaggio!???
No esiste veramente; questo coniglio di ben 10 kg e lungo 107cm.
Questo esemplare è stato sorpreso a distruggere alcuni raccolti in Inghilterra, con ovvie preoccupazioni per i contadini locali.
Si pensa che sia scappato da un allevamento e poi sia cresciuto un po......
Però in Germania ce un allevamento di conigli, una razza particolare, che allevati da un signore produce conigli di "quasi" le stesse dimensioni..

Chi nn vorrebbe avere un bestione pacioccoso e peloso in casa!!!!!!!!!!

23:27

UN EROE

Pubblicato da [BM]Emanuele |

Fiamme nell'acciaierie della ThyssenKrupp, a Torino. Un operaio è morto ed altri sei sono in fin di vita. Li ha investiti l'incendio provocato dalla fuoriuscita dell'olio bollente che serve per raffreddare i laminati. Già quattro anni fa aveva preso fuoco una vasca d'olio e le fiamme erano state domate solo dopo alcuni giorni. In quell'occasione, però, non vi erano stati feriti. Stamane all'alba, invece, il bilancio è stato ben più drammatico: è morto Antonio Schiavone, 36 anni, di Envie nel Cuneese, sposato e padre di tre figli di 4 e 6 anni, e di un machietto nato appena due mesi fa.

Versano in condizioni disperate Bruno Santino e Giuseppe De Masi, entrambi di 26 anni, ricoverati con i corpi quasi completamente coperti da ustioni. Grave anche Angelo Laurino, 34 anni, in rianimazione all'ospedale San Giovanni Bosco di Torino. Prognosi riservata per Rocco Marzo, 54 anni, ustionato per l'80% del corpo, e per altri due colleghi tra cui Rosario Rodinò di 26 anni, mentre due lavoratori intervenuti in un soccorso ai compagni feriti, sono stati ustionati, fortunatamente in modo più lieve e lamentano segni di una leggera intossicazione dai fumi. Maurizio Boccuzzi, infine, ha riportato ustioni leggere ad una mano e al volto.

L'incendio è scoppiato all'una e mezza di notte nella linea 5, adibita al trattamento termico dei prodotti di laminazione. Pare che sia traboccato l'olio bollente usato per temperare i laminati. Gli operai hanno cercato in un primo momento di spegnere le fiamme con estintori e una manichetta dell'acqua. L'acqua però, a contatto con l'idrogeno liquido e l'olio refrigerante, pare abbia provocato una fiammata che ha investito gli operai. Quando sono arrivati i vigili del fuoco con decine di squadre, il reparto era competamente distrutto.

Secondo i sindacati , alcuni dei lavoratori coinvolti nell'incidente, erano al lavoro da 12 ore consecutive: avevano già accumulato 4 ore di strordinario. La ThyssenKrupp aveva deciso a luglio di chiudere la fabbrica torinese e di concentrare tutta l'attività produttiva nello stabilimento di Terni, ma ancora nello stabilimento in via regina Margherita sono al lavoro circa 200 dipendenti. Proprio in questo periodo la linea 5 aveva avuto un'intensificazione del ritmo di lavoro e l'azienda aveva deciso di mantenerla attiva fino a giugno.

Lui si che è un eroe...si fa il culo 12 ore al lavoro per campare la famiglia,muore e nessuno lo chiama eroe...nulla da togliere ai militari,ma perchè loro lo sono?perche sparano?"portano più democrazia di un operaio"?loro pigliano bei soldoni per stare nelle zone a rischio,ma gli operai?è un paese del cazzo,dove la morte di un operaio è messa in secondo piano perchè non fa notizia...un soldato morto giustifica la guerre,ci vogliono delle teste che cadono...!

11:08

Bali: sì di Sydney a Kyoto gli Usa restano soli

Pubblicato da [BM]Emanuele |

La tredicesima conferenza Onu(a cui partecipano 190 paesi) sui cambiamenti climatici di Bali si apre con l’Australia che rompe il fronte del no degli Stati Uniti e decide di sottoscrivere il protocollo di Kyoto. La firma del neo premier australiano, il laburista Kevin Rudd, è stata accolta con un’ovazione dei partecipanti al summit: è la prima volta che l’Australia partecipa alle riunioni delle Nazioni Unite in materia di cambiamenti climatici. Restano così isolati gli Stati Uniti, gli unici che ancora si rifiutano di firmare. Rudd ha invitato nazioni come Cina e India ad aderire al taglio delle emissioni, in modo da convincere a firmare anche gli Usa, che non firmano anche perché il protocollo non impone tagli ai paesi in via di sviluppo. In realtà, il segretario esecutivo del summit, Yvo de Boer, aveva chiesto, in apertura della conferenza, ai paesi sviluppati di «dare il buon esempio, visto che le nazioni in via di sviluppo devono contemporaneamente combattere la povertà». Obiettivo della conferenza è quello di gettare le basi per un nuovo accordo da ratificare dopo la scadenza di quello di Kyoto, nel 2012. In particolare si cerca una posizione comune sulla stabilizzazione delle concentrazioni dei gas serra: l'Ue chiede un target di stabilizzazione della Co2 per stoppare l'aumento della temperatura a 2 gradi. Gli Usa sono contrari a impegni vincolanti, mentre Cina e India rivendicano il diritto allo sviluppo. L’Unione Europea, insieme alla Grn Bretagna, spinge perché tra le emissioni considerate inquinanti vengano inserite anche quelle prodotte dai trasporti navali e aerei, che sono escluse dal protocollo di Kyoto firmato nel 1997, ormai dieci anni fa. Certo non sarà un accordo facile da raggiungere e non basteranno di sicuro le due settimane di dibattito a Bali. La speranza però è quella di gettare le basi per le trattative che si svolgeranno nei prossimi anni, entro la scadenza del 2012.Per evitare un gap temporale tra il termine del primo periodo del Protocollo di Kyoto ed un successivo accordo, però, è necessario che le negoziazioni vengano completate nel 2009, per lasciare poi ai governi nazionali il tempo necessario per la ratifica.

22:22

GIUDICATE VOI

Pubblicato da [BM]Emanuele |

Spenti per colpa di Rete4
intervista a Francesco Di Stefano

Salvate il soldato Fede, grida Berlusconi. Nessuno ne parla, ma Rete4 va in onda dal 1999 sulle frequenze che spettano a Europa7. La «tv degli invisibili», la chiama il diessino Giulietti, che ieri con una delegazione di Articolo21 è andato negli studi di Via di Tor Cervara, ventimila metri quadrati attrezzati, ma inerti. Francesco Di Stefano, titolare di Europa7, aspetta da anni fra un ricorso e l’altro. È furibondo.

Nessuno dice «salvate Europa7».
«Nessuno lo ha mai detto, purtroppo. Ma nel 99 noi abbiamo vinto e Rete4 ha perso. Ci hanno costretto a fare un ricorso insieme all’Adusbef alla Corte Costituzionale e la sentenza, ineludibile, stabilisce che entro il 31 dicembre Rete4 si deve spegnere e noi ripartiamo. Hanno messo le istituzioni sotto i piedi ma Ciampi non poteva che rispettare il dettato costituzionale della sentenza».

La sua tv è pronta per partire?
«Ci sono questi otto studi, la library sempre aggiornata, ma siamo fermi dal luglio ‘99».

Quanti dipendenti ha adesso?
«Una trentina, prima era una syndacation con un centinaio di persone. Abbiamo dovuto chiudere la sede di Milano e una a Roma».

Che ne è stato dei dipendenti?
«Piano piano abbiamo dovuto licenziarli».

Ora Berlusconi vuole salvare i mille dipendenti di Rete4...
«È un ignobile ricatto sull’occupazione, soltanto “pro domo sua”. Rete4 non ha dipendenti, sono di Rti e Videotime, in tutto 3500, ma che lavorano quasi tutti per ogni struttura editoriale di Mediaset: per Canale5, Rete4, Italia1, Jumpy e le altre. Ci sono 40, 50 giornalisti, tutti precari, che potrebbero venire licenziati, ma Mediaset può riassorbirli. E anche noi, ripartendo, saremmo pronti ad assumerli».

Da Fede a Di Stefano?
«Certo, ma non solo 50, a regime assumiamo 700 persone. La concorrenza crea posti di lavoro e pluralismo, il monopolio no. Li crea anche per i censurati...».

Assumerà Santoro e Sabina?
«Anche i censurati e le strutture che hanno attorno, sono posti di lavoro. Sì, Santoro, Sabina Guzzanti e gli altri. E poi fare un decreto per i posti di lavoro è pericoloso. Il governo dovrebbe fare un decreto per tutti i disoccupati, se se la sente. Sono proprio dei dilettanti. Vuol dire che i dipendenti Mediaset, pur essendo pochissimi, sono particolari?».

Cosa fa se passa il decreto e Rete4 non va sul satellite?
«Non pensiamo che si possa fare. Stando a quello che ha scritto Ciampi è possibile solo un decreto di attuazione, non un nuovo termine: se dice entro il 31 gennaio 2004 Rete4 spegne, va anche bene. Si può accettare una transizione, loro spengono piano piano per non far traumatizzare i telespettatori, e noi cominciamo a trasmettere».

Se accendesse la sua tv oggi, come si vedrebbe?
«Una televisione generalista, con film, telefilm, cartoons, intrattenimento. Un po’ più moderna e stimolante, perché la mancanza di concorrenza ha fatto addormentare la tv. E sull’informazione ci sarebbe una vera rivoluzione: molto approfondimento, ma dalla parte del cittadino e non dei partiti».

Vuole ingaggiare Santoro?
«Certo i migliori stanno fuori, adesso. Il problema per noi è dare voce a tutti, destra, centro e sinistra, ma l’occhio va anche agli ascolti, quindi agli interessi dei cittadini».

Ha pensato a una novità?
«Far vedere in Italia l’informazione degli altri paesi europei. Ci sarà una compenetrazione, collegamenti con servizi esteri. Non dico di più sennò mi copiano...».

È vero che Tarak Ben Ammar sta cercando di trasmettere in chiaro?
«Sembra che stia cercando di far diventare PrimaTv e EuropaTv delle reti free, con il benestare e un’autorizzazione di Gasparri. È illegale, se avverrà ci opporremo con un ricorso. E poi sembra che Sky abbia voluto vendere solo a loro, agli altri hanno detto: non trattiamo con voi. Insomma, sembra proprio che ci sia un gestore solo...».

19:26

ENERGIA!!!

Pubblicato da [BM]franz |

Quante volte c siamo detti e ripetuti le stesse cose fino alla nausea ...
Voglio dire quante volte abbiamo detto, il buco dell'ozono , l'iquinamento , l'effetto serra eccc...
Bene,già nel lontano 73 qualcuno c' aveva pensato.voi direte chi...La fiat che già negli anni settanta aveva messo in cantiere un progetto di nome TOTEM (total energy module) che era in pratica era un incrocio tra un piccolo gruppo di continuità e una caldaia.
Produrre due cose nello stesso momento e senza sprecare altra energia

Eeeeeeeeee una volta.....


20:59

Tv

Pubblicato da [BM]Emanuele |

Quando finiamo di vedere la TV digitale, satellitare o terrestre che sia, ognuno di noi spegne il ricevitore. O meglio lo mette in stand-by. Anzi, crede di farlo. Infatti, un'inchiesta verità pubblicata sul fascicolo del mensile AF Digitale in edicola svela i consumi di 17 modelli di ricevitori digitali terrestri e satellitari, scoprendo che solo uno, un modello Philips, una volta messo in stand-by riduce davvero i suoi consumi.
Tutti gli altri, praticamente, consumano la stessa quantita di energia elettrica sia da accesi che in stand-by: l'unico modo di non consumare, anzi non sciupare, è staccare la spina o affidarsi alle sempre più diffuse (e necessarie) "ciabatte" con interruttore.
La ragione di un tale comportamento sta nella necessità del ricevitore di ricevere su un apposito canale gli aggiornamenti del firmware (il sistema operativo interno dell'apparecchio) in qualsiasi momento questi vengano messi in onda.
I consumi misurati dallo staff tecnico di Af Digitale non sono enormi: si va dai 3-4 watt dei modelli più attenti al consumo, fino ai 12-13 di alcuni Sky Box. Se questo consumo fosse limitato al solo periodo in cui si vede la TV, si tratterebbe di un leggero incremento rispetto al consumo dei televisori stessi, che si aggira tra i 150 e in 400 watt a seconda dei modelli e delle dimensioni.
Il problema è che i ricevitori continuano a consumare anche quando la TV è spenta, anche quando dormiamo o siamo al lavoro. L'inchiesta di Af Digitale, oltre a stigmatizzare questa modalità di funzionamento che pesa da 10 a 20 euro all'anno sulla bolletta di ogni possessore di decoder, identifica anche un problema "macroecologico": tenendo conto dei circa tre milioni e cinquecento mila abbonati a Sky e dei circa cinque milioni di possessori di decoder digitale terrestre, la potenza impegnata per 24 ore al giorno dagli italiani solo per lo stand-by di questi apparecchi supera i 50 megawatt, cioè la potenza di un paio di piccole centrali elettriche. Su base annua, a livello nazionale, stiamo parlando di 70 milioni di euro gettati dalla finestra dagli italiani solo in bolletta, per non parlare ovviamente del danno ecologico connesso.
Ma l'utente medio purtroppo non è informato e si accontenta di vedere che il display si spegne e che si accende l'innocua spia rossa dello stand-by.
Ma dico io...gia non fa un cavolo in Tv...già paghiamo un botto di canone...ci mancava solo questo!

00:36

Diffondetelo....

Pubblicato da [BM]Emanuele |